lunedì 6 dicembre 2010

5 dicembre 2010

Finalmente una domenica senza pioggia: per otto consecutive non abbiamo mai lasciato l'ombrello!
Ieri mattina il cielo era così:


Appuntamento alla remiera ore 9.
Mentre gli uomini preparano le barche


le donne si riscaldano (temperatura 2° sopra lo 0 )


La mia barca è una caorlina:


I nostri compagni salgono sulla gondola:


Si parte alla grande verso le 9.30.
Il ritmo è incalzante, le dita gelate, il fiato corto: ma chi me l'ha fatto fare? Ma non si stava meglio sotto le coperte?
Il provino, Sandro, capisce che sto schiattando e allunga la vogata, per intenderci, va più piano. Nicoletta mi dà i suoi guanti e io mi riprendo. Il mio fisico si adatta piano piano ad una fatica non ancora conosciuta e riesco a mettermi al passo, cioè al remo, con gli altri.
Destinazione Sacca Fisola, o meglio, il bar di Sacca Fisola!
Si arriva alle 10.30 circa, dopo aver superato le isole di Poveglia, Santo Spirito e Sacca Sessola.
Ormai il freddo non si sa più cosa sia, ma la stanchezza si fa sentire alla grande! Fra uno sprizzetto, un caffè, una cioccolata e succhi di frutta, si chiacchiera e ci si rilassa, cercando di non pensare al rientro.




Ore 11.40....mio malgrado si riparte....
I muscoli sono ora ben caldi, il palato addolcito da una fumante cioccolata, gli uomini più allegri per il loro spriz con noccioline tostate e....si va.


Gli amici della gondola cercano una organizzazione diversa dell'equipaggio, non risulata, però, una buona scelta, come previsto dal nostro poppiere Vincenzo, così tornano a fermarsi per riprendere le primitive posizioni; ciò sembra del tutto normale, non desta in noi donne nessuna reazione....ma negli uomini fa scattare quello spirito competitivo che si trasmettono di generazione in generazione nel loro DNA. Sfruttano dunque quell'attimo di incertezza dei nostri compagni, ora avversari, quei minuti persi per meglio sistemarsi, per far diventare il rientro una vera gara... E si rema, si rema, il cuore è a mille, il fiato sembra lo sbuffo di una locomotiva, le gambe tesissime tremano, lo sguardo punta la remiera sempre più vicina...ora vicinissima...non si può mollare...eccoci, PRIMI, in 40 minuti! MORTA!!!!

Considerazioni del giorno dopo: mi fanno male le spalle, i bicipiti, le ginocchia, la chiappa sinistra, ma sono soddisfatta, anche se un po' "schiappa"!

3 commenti:

  1. Ah che fatica! La mia unica esperienza di remaggio risale a 4-5 vogate di canotto!

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